Passa al contenuto principale Salta alla ricerca Passa alla navigazione principale
Menu
Importante Settore e mercato Punteggio: 8/10

Kötter Security: State of Security 2026 mostra i rischi dell'IA per le aziende

Alla conferenza sulla sicurezza di Kötter, esperti come Kipker e Pousttchi hanno discusso dell'IA come opportunità e rischio per la protezione aziendale.

Cosa è successo?

Kötter Security ha organizzato a Berlino la conferenza sulla sicurezza "State of Security 2026" all'insegna del motto "Futuro sicuro – Protezione aziendale nell'era dell'IA". Nell'Allianz Forum, presso la Porta di Brandeburgo, si sono riuniti rappresentanti della politica, dell'economia, della scienza, delle autorità di sicurezza e delle aziende per discutere degli effetti dell'intelligenza artificiale sulla protezione aziendale. Tra i relatori figuravano il Prof. Dr. Dennis-Kenji Kipker del Cyberintelligence Institute e il Prof. Key Pousttchi del wi-mobile Institut für Digitale Transformation.

I dettagli

Friedrich P. Kötter, membro del consiglio di amministrazione del Gruppo Kötter Security, ha sottolineato nel suo discorso di benvenuto il significato simbolico del luogo dell'evento: la Porta di Brandeburgo rappresenta il cambiamento, gli sconvolgimenti sociali e nuove prospettive – attributi che valgono anche per il settore della sicurezza. L'IA sta trasformando rapidamente l'economia, la società e le architetture di sicurezza, aprendo sia opportunità che nuovi rischi, dipendenze e responsabilità. Non è più solo un motore di innovazione, ma sta diventando sempre più un fattore fondamentale nella gestione della sicurezza – e allo stesso tempo uno strumento per gli attacchi.

Marvin Schulz, membro del Bundestag e della commissione per il digitale e la modernizzazione dello Stato, ha ritenuto che la politica abbia il dovere di creare condizioni quadro che consentano alle aziende di sfruttare i vantaggi dell'IA senza rischiare abusi o danni economici. Ha definito l'EU AI Act un importante impegno dell'Europa, ammettendo però che la legge è troppo complicata, troppo estesa e troppo burocratica. Come reazione a ciò, sono stati apportati aggiustamenti, il cui risultato è il cosiddetto "omnibus digitale".

Il Prof. Dr. Dennis-Kenji Kipker ha messo in guardia dal non occuparsi sufficientemente della tecnologia prima di adottare l'IA: "L'integrazione dell'IA non significa attivare una licenza Microsoft Copilot." Le aziende devono piuttosto sviluppare competenze proprie sull'IA basate sui propri dati e stabilire in quali progetti l'IA debba effettivamente essere impiegata. È inoltre fondamentale coinvolgere il personale nel processo di introduzione.

Il Prof. Key Pousttchi ha invitato alla prudenza nell'interazione tra uomo e IA: l'IA dovrebbe imitare l'essere umano, ma così facendo si ricrea qualcosa che non si comprende del tutto. Ha dato ai partecipanti tre raccomandazioni: non scendere a compromessi sulla sicurezza, considerare la sicurezza come un processo continuo anziché una reazione a singoli eventi, e in caso di emergenza coordinarsi sempre strettamente con il fornitore di servizi di sicurezza informatica.

La Dott.ssa Carolin Schilling-Schulz, avvocato e partner presso Arnecke Sibeth Dabelstein, ha richiamato l'attenzione su ulteriori requisiti normativi come la direttiva NIS-2, da osservare parallelamente all'EU AI Act. Le aziende devono integrare tempestivamente i requisiti di trasparenza, sicurezza e conformità nei processi esistenti. Altri relatori sono stati Ralf Schneider (Deutsche Telekom Security GmbH), Franziska Weindauer (TÜV AI.Lab) e Matt Kish (Siemens AG Corporate Security).

Inquadramento

La conferenza rende evidente che la protezione aziendale si trova a una svolta: l'IA non è più solo uno strumento per aumentare l'efficienza, ma agisce sempre più autonomamente e diventa allo stesso tempo essa stessa un'arma d'attacco. Questo duplice ruolo pone i responsabili della sicurezza di fronte al compito di integrare più strettamente i concetti di protezione fisica e digitale, poiché i confini tra i due ambiti, secondo Friedrich P. Kötter, si stanno sempre più sfumando. Per il settore della sicurezza nel suo complesso ciò significa un cambio di paradigma: dalla pura sicurezza degli oggetti e del perimetro verso strategie di resilienza olistiche, che includono in egual misura sistemi tecnici, sicurezza dei dati e conformità legale.

Le condizioni normative quadro – EU AI Act e direttiva NIS-2 – evidenziano inoltre che la sicurezza aziendale sta diventando sempre più una questione di gestione strategica dell'impresa, non solo di attuazione operativa. La critica all'EU AI Act, ritenuto troppo burocratico, unita all'omnibus digitale come correzione, dimostra che gli strumenti politici sono ancora in fase di messa a punto – per le aziende ciò significa un'incertezza persistente nell'attuazione pratica.

Consigli pratici

  • Non ridurre l'integrazione dell'IA alla semplice attivazione di licenze software, ma sviluppare competenze proprie sull'IA in azienda basate sui propri dati.
  • Stabilire chiaramente, prima dell'implementazione, in quali progetti e processi l'IA debba effettivamente essere integrata in modo sensato.
  • Coinvolgere attivamente i dipendenti nell'introduzione dell'IA, per rendere possibile una collaborazione efficace tra uomo e IA.
  • Intendere la sicurezza come un processo continuo anziché reagire solo a singoli eventi – un livello di sicurezza adeguato e aggiornato deve essere garantito in modo permanente.
  • Definire processi chiari e ben strutturati per il coordinamento con il fornitore di servizi di sicurezza informatica, in modo da poter reagire rapidamente e in modo coordinato in caso di emergenza.
  • Considerare tempestivamente i requisiti normativi come l'EU AI Act e la direttiva NIS-2 come parte strategica dello sviluppo aziendale, non come un adempimento successivo.

Prospettive

Marvin Schulz ha fatto riferimento alla nuova generazione presente nel Bundestag tedesco, aperta alla competenza specialistica proveniente dall'economia, invitando esplicitamente i partecipanti alla conferenza al confronto con la politica. Ciò suggerisce che l'ulteriore sviluppo delle condizioni normative quadro – ad esempio nell'ambito dell'omnibus digitale – rimarrà un tema centrale nei prossimi mesi e anni. Per le aziende e i fornitori di servizi di sicurezza ciò significa che sia l'adattamento tecnico alle minacce basate sull'IA sia l'osservazione degli sviluppi legali riguardanti l'EU AI Act e la direttiva NIS-2 devono rimanere all'ordine del giorno. Le discussioni della State of Security 2026 suggeriscono che la sicurezza aziendale dovrà essere intesa in futuro in modo ancora più marcato come un'interazione interdisciplinare tra tecnica, diritto e organizzazione.