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Importante Controllo accessi Punteggio: 8/10

Riconoscimento facciale negli accessi: confronto tra tre terminali

Dalla palestra all'ente pubblico: i terminali biometrici con IA identificano le persone in frazioni di secondo, garantendo elevati standard di privacy.

Cosa è successo?

I terminali di riconoscimento facciale si stanno affermando come componente centrale dei moderni sistemi di controllo accessi. Come riporta la rivista specializzata Protector, i sistemi attuali coprono oggi scenari applicativi estremamente variegati – dalla soluzione settoriale specializzata con collegamento diretto al software, ai sistemi versatili "tuttofare" per le aziende, fino alle soluzioni standalone di facile installazione. Tre concetti di terminale di diversi produttori mostrano come il controllo accessi biometrico venga oggi implementato nella pratica.

Denominatore comune di tutti i sistemi presentati: riconoscimento facciale basato su IA, che dovrebbe escludere quasi del tutto gli errori di identificazione durante l'accesso. Le tecnologie anti-spoofing impediscono in modo affidabile i tentativi di inganno tramite foto, video o maschere.

I dettagli

Il terminale ID INFO 9000 di Idtronic, sviluppato in collaborazione con Facetronic, combina il riconoscimento facciale 3D basato su IA con rilevamento della vitalità (liveness detection), codice QR, RFID e NFC. Secondo il produttore, la convalida in tempo reale avviene in frazioni di secondo e l'accesso viene concesso in meno di un secondo. Una caratteristica centrale è il confronto automatico del volto ad ogni metodo di check-in, così da impedire in modo affidabile la cessione di tessere o codici a terzi. Sul fronte della privacy, il dispositivo si basa sull'elaborazione locale dei dati su server in Germania senza obbligo di cloud, nonché sulla trasmissione crittografata SSL/TLS. Grazie a interfacce dirette con soluzioni software come Magic Line, Virtuagym, Centercom o Aidoo, comprensive di registrazione automatica dei soci, il sistema è ottimizzato in particolare per le palestre.

Hikvision posiziona il proprio modello DS-K1T344MBFWX-E1 (serie Value) come sistema universale flessibile per aziende ed enti pubblici. Dotato di touchscreen da 4,5 pollici, PoE, WiFi e telecamera grandangolare, il terminale identifica le persone in meno di 0,2 secondi con un'accuratezza superiore al 99%. Oltre alla scansione del volto, il sistema supporta anche impronte digitali, PIN, codici QR e tessere. Per l'uso esterno è certificato IP65 ed è operativo in un intervallo di temperatura da -30°C a +60°C. Dal punto di vista della privacy, i dati degli utenti vengono anonimizzati e crittografati con AES 128/256 su una memoria non volatile. Di default il sistema memorizza solo caratteristiche facciali irreversibili anziché immagini complete, il che dovrebbe consentire il pieno rispetto dei requisiti del GDPR.

La serie FACT di Dahua Technology si rivolge a imprese, scuole o cliniche e opera senza contatto. Grazie all'IA proprietaria, secondo il produttore il sistema identifica le persone in meno di 0,3 secondi con un'accuratezza del 99,5%, anche in condizioni di luce difficili. La modalità standalone riduce il lavoro di cablaggio per gli installatori, e la configurazione avviene direttamente tramite il menu touchscreen locale. La serie è testata secondo lo standard ETSI TS 103645 ed è certificata da TÜV Rheinland come pienamente conforme al GDPR.

Interpretazione

I tre sistemi presentati evidenziano una chiara tendenza nel controllo accessi: i metodi biometrici diventano sempre più multimodali e differenziati per settore. Mentre Idtronic si rivolge in modo mirato al mercato delle palestre grazie al collegamento diretto con il software, Hikvision punta su un sistema universale ampiamente applicabile per aziende ed enti pubblici. Dahua, dal canto suo, si concentra su un'installazione semplice in modalità standalone, unita a un elevato livello di certificazione.

È degno di nota che tutti e tre i produttori attribuiscano grande importanza alla protezione dei dati – sia attraverso l'elaborazione locale dei dati senza obbligo di cloud, sia mediante la memorizzazione di caratteristiche facciali irreversibili anziché immagini complete, sia tramite certificazioni esterne di TÜV Rheinland e standard ETSI. Ciò dimostra che i fornitori di soluzioni di accesso biometriche considerano la conformità al GDPR un argomento di vendita essenziale per dissipare le riserve nei confronti della tecnologia di riconoscimento facciale nel controllo accessi.

Consigli pratici

  • Nella scelta di un terminale di riconoscimento facciale, occorre tenere conto dell'ambiente d'impiego previsto: per gli spazi esterni sono rilevanti la certificazione IP65 e un ampio intervallo di temperatura, come dimostra il modello Hikvision.
  • Le aziende dotate di un software di gestione soci già esistente – ad esempio le palestre – traggono vantaggio da terminali con interfacce dirette verso sistemi diffusi come Magic Line o Virtuagym.
  • Per un'installazione senza complesso cablaggio è consigliabile il funzionamento standalone, che consente la configurazione direttamente tramite il menu touchscreen.
  • Dal punto di vista della privacy è consigliabile esaminare il tipo di memorizzazione dei dati: i sistemi che memorizzano solo caratteristiche facciali irreversibili anziché immagini complete, insieme a un'elaborazione locale dei dati senza obbligo di cloud, facilitano l'implementazione conforme al GDPR.
  • Le certificazioni esterne, come quella di TÜV Rheinland o secondo lo standard ETSI TS 103645, offrono ulteriore sicurezza nella valutazione della conformità alla privacy di un sistema.

Prospettive

I concetti di terminale presentati dimostrano che il riconoscimento facciale nel controllo accessi si sta evolvendo da pura tecnologia di sicurezza a strumento di ottimizzazione dei processi, adattato alle specifiche esigenze settoriali. La combinazione di riconoscimento basato su IA, meccanismi anti-spoofing e rigorosi standard di protezione dei dati dovrebbe aumentare ulteriormente l'accettazione delle soluzioni di accesso biometriche. Allo stesso tempo, la questione della resistenza alla manipolazione resta un tema importante – come affronta Protector in un ulteriore articolo dedicato alla sicurezza dei metodi biometrici contro gli attacchi informatici basati su IA. Per installatori e gestori sarà in futuro fondamentale prestare attenzione sia alle prestazioni tecniche sia alla comprovata conformità alla protezione dei dati.