Passa al contenuto principale Salta alla ricerca Passa alla navigazione principale
Menu
Importante Controllo accessi Punteggio: 8/10

NIS2: Perché la protezione IT deve iniziare dalla porta d'ingresso

TKH Security mostra come controllo accessi, videogestione e processi di reazione definiti contribuiscano alla conformità NIS2, integrando sicurezza IT e protezione fisica.

Cosa è successo

TKH Security ha adeguato il proprio portafoglio di soluzioni nei settori del controllo accessi, della videogestione e dell'incident response ai requisiti crescenti della direttiva UE NIS2. L'obiettivo è supportare aziende ed enti critici nel considerare la cybersicurezza e la sicurezza fisica come un'unità e nell'implementarle di conseguenza. Carsten Keite, amministratore delegato di TKH Security GmbH, sottolinea che l'accesso fisico non autorizzato può aggirare i meccanismi di protezione digitale – un motivo centrale per cui la NIS2 pone maggiore attenzione anche sulla protezione fisica dell'infrastruttura IT.

I dettagli

La NIS2 persegue un approccio basato sul rischio, che comprende misure tecniche, operative e organizzative. Temi come il controllo degli accessi, la gestione degli incidenti, la continuità operativa e l'autenticazione a più fattori toccano direttamente aspetti della sicurezza fisica. Server, componenti di rete e linee dati si trovano infatti in luoghi fisici reali e devono essere protetti lì.

La soluzione di controllo accessi Iprotect svolge qui un ruolo centrale: consente l'assegnazione di autorizzazioni basate sui ruoli e una documentazione tracciabile degli eventi di accesso. A seconda dell'analisi del rischio individuale, è possibile impiegare meccanismi aggiuntivi come l'anti-passback, l'autorizzazione a due persone o l'autenticazione a più fattori per proteggere ulteriormente le aree particolarmente sensibili.

A ciò si aggiunge l'integrazione con il sistema di videogestione VDG Sense. Questo collegamento permette di correlare gli eventi di accesso con dati immagine e video, di ricostruire meglio le dinamiche e di individuare eventuali manipolazioni. Per i responsabili IT e per la corporate security si crea così un quadro situazionale più completo per la valutazione degli eventi rilevanti per la sicurezza.

Anche la reazione agli incidenti di sicurezza è supportata da processi definiti in anticipo: gli allarmi possono essere collegati a raccomandazioni operative concrete, le immagini in tempo reale permettono una rapida valutazione della situazione e le funzioni di ricerca intelligenti facilitano l'analisi forense successiva. Le azioni degli operatori registrate garantiscono inoltre trasparenza e tracciabilità.

Un altro elemento importante è la continuità operativa. TKH Security punta qui su concetti di failover, edge recording e funzioni di accesso autonome, in modo che il monitoraggio e l'accesso controllato rimangano garantiti anche in caso di guasti alla rete o ai server.

Inquadramento

Le dichiarazioni di TKH Security evidenziano un cambio di prospettiva sempre più rilevante per il settore della sicurezza: la NIS2 non può essere soddisfatta solo con aggiornamenti software o firewall. Le misure di sicurezza fisica – dalla porta d'ingresso alla sala server – diventano parte integrante della resilienza informatica. Per gli operatori di infrastrutture critiche, ciò significa che i sistemi di controllo accessi non possono più essere pensati separatamente dalla strategia di sicurezza IT.

Carsten Keite sottolinea un punto decisivo: la conformità alla NIS2 non deriva da singoli sistemi, ma dall'interazione di misure tecniche, operative e organizzative basate su un'analisi del rischio individuale. Questa affermazione chiarisce che non esiste una soluzione standard "già pronta" – ogni azienda deve valutare i propri rischi specifici e definire di conseguenza le misure di protezione.

Consigli pratici

  • Le misure di sicurezza fisica e la strategia di sicurezza IT non dovrebbero essere pianificate separatamente, ma come parte di un concetto di sicurezza olistico.
  • Un'analisi del rischio individuale è la base per decidere quali meccanismi di protezione aggiuntivi – ad esempio anti-passback, autorizzazione a due persone o autenticazione a più fattori – siano necessari per aree sensibili come le sale server.
  • Il collegamento tra controllo accessi e videogestione può aiutare a ricostruire meglio gli eventi rilevanti per la sicurezza e a individuare tempestivamente i tentativi di manipolazione.
  • Processi di reazione definiti, con chiare raccomandazioni operative in caso di allarme, facilitano una risposta rapida e coordinata agli incidenti di sicurezza.
  • Concetti di failover e funzioni di accesso autonome dovrebbero essere previsti per garantire la continuità operativa anche in caso di guasti alla rete o ai server.

Prospettive

Con la crescente attuazione della NIS2, è probabile che si rafforzi la tendenza a integrare più strettamente le soluzioni di sicurezza fisica con i concetti di sicurezza IT. Carsten Keite vede nella direttiva un'opportunità per collegare più saldamente IT e corporate security e orientare in modo più olistico la protezione delle infrastrutture critiche. Per gli operatori e i responsabili della sicurezza, ciò significa che gli investimenti in controllo accessi, videogestione e processi di incident response dovranno essere considerati in futuro non più solo come tradizionali misure di sicurezza, ma come parte integrante della strategia di conformità.