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Importante Allarmi e rilevatori Punteggio: 8/10

Legge DNA: Euralarm chiede 7 anni di periodo transitorio per i sistemi di allarme

L'associazione europea Euralarm mette in guardia sui rischi della migrazione delle reti e chiede periodi transitori più lunghi per i servizi di allarme critici, al posto dei due anni previsti.

Euralarm avverte: due anni sono troppo pochi per la migrazione delle reti nei sistemi di allarme

L'associazione europea Euralarm ha presentato un documento di posizione sulla prevista legge DNA (legge sulle reti digitali) e critica i periodi transitori previsti. Mentre l'attuale proposta di legge prevede un termine di preavviso e di transizione di due anni, Euralarm chiede un preavviso di almeno sette anni. Il motivo: in tutta Europa milioni di sistemi di allarme dipendono da infrastrutture di rete esistenti che vengono progressivamente disattivate o modernizzate. Un termine troppo breve comporterebbe considerevoli lacune di sicurezza.

Il problema centrale: milioni di apparecchi in condizione di dipendenza

Al centro della critica di Euralarm vi è la massiccia dipendenza dei servizi salvavita dalle reti pubbliche di comunicazione elettronica. Nello specifico sono interessati:

  • Impianti di rivelazione incendi
  • Impianti antintrusione
  • Sistemi di allarme sociale (ad esempio terminali di telemedicina per persone anziane e vulnerabili)

Tutti questi sistemi dipendono da infrastrutture di rete funzionanti. In una migrazione di rete sorgono notevoli requisiti tecnici: sono necessari la sostituzione dell'hardware, la riprogettazione dei prodotti, nuove certificazioni e installazioni in loco. Ciò rende il passaggio complesso ed estremamente dispendioso in termini di tempo.

Perché due anni non sono sufficienti

Euralarm sostiene che una finestra di due anni sia difficilmente realizzabile sul piano operativo per conversioni di grande portata. La conseguenza: si rischierebbero lacune temporanee nella trasmissione degli allarmi, che potrebbero interessare una parte consistente della popolazione europea. Ciò comporterebbe non solo rischi per la sicurezza, ma metterebbe anche a repentaglio la fiducia nelle infrastrutture critiche.

Sette anni come soluzione realistica

L'associazione ha pertanto proposto concretamente di precisare l'articolo 5.4 della legge DNA, in modo che le modifiche alle reti che potrebbero portare all'interruzione di servizi su apparecchi esistenti debbano essere annunciate con almeno sette anni di anticipo.

Che cosa consente un preavviso di sette anni

Secondo la valutazione di Euralarm, questo arco temporale gioverebbe a diversi ambiti critici:

  • Sviluppo tecnologico: produttori e fornitori di servizi ottengono tempo per sviluppare e certificare tecnologie sostitutive
  • Catene di fornitura: le strutture di produzione e le catene di fornitura possono essere adeguate
  • Programmi di sostituzione: è possibile impostare programmi strutturati di sostituzione e modernizzazione
  • Coordinamento: le installazioni possono essere coordinate con i proprietari degli edifici e i gruppi di utenti vulnerabili
  • Continuità: i servizi salvavita restano garantiti per l'intero periodo di transizione

Perché questa richiesta è rilevante per il settore della sicurezza

La migrazione delle reti prevista dalla legge DNA non è solo una questione tecnica: ha ripercussioni immediate sulla funzionalità di sistemi di sicurezza critici. Gli impianti di rivelazione incendi, ad esempio, sono necessari per salvare vite umane. Gli impianti antintrusione proteggono milioni di immobili in Europa. I sistemi di allarme sociale sono spesso una linea di sopravvivenza per i gruppi di popolazione vulnerabili. Una migrazione di rete caotica o affrettata mette a rischio tutte queste funzioni.

Per le imprese di sicurezza, i servizi di allarme e gli integratori un termine troppo breve significa enormi sfide operative: i sistemi dei clienti dovrebbero essere gestiti in parallelo, le scorte di magazzino adeguate, i tecnici formati e le sostituzioni in loco effettuate sotto pressione temporale. Ciò porterebbe a interruzioni, sospensioni del servizio e potenziali questioni di responsabilità.

La richiesta di Euralarm ai decisori dell'UE

Euralarm sottolinea di sostenere in linea di principio la modernizzazione delle reti. L'associazione ritiene però necessari termini di migrazione realistici, per proteggere i sistemi di sicurezza critici e i cittadini che ne dipendono. L'associazione invita i decisori politici dell'Unione Europea a precisare l'articolo 5.4 nel testo definitivo della legge e a tenere esplicitamente conto delle esigenze dei servizi salvavita.

Il documento di posizione integrale può essere scaricato dal sito web di Euralarm e offre argomenti tecnici dettagliati a sostegno del preavviso richiesto.

Implicazioni pratiche per i fornitori di servizi di sicurezza

Indipendentemente da come sarà la normativa definitiva, i servizi di allarme e le imprese specializzate in sicurezza dovrebbero già ora verificare i propri parchi sistemi e simulare scenari di migrazione. È opportuna una ricognizione strutturata di tutti gli apparecchi installati, delle loro dipendenze di rete e dello stato delle certificazioni. Si raccomanda inoltre un dialogo tempestivo con i produttori su possibili soluzioni transitorie.

Prospettive: che cosa deriva dalla richiesta di Euralarm?

La presa di posizione di Euralarm è un segnale importante ai legislatori dell'UE: la normativa non può ignorare le realtà tecniche. Se i sette anni verranno effettivamente recepiti nel testo definitivo della legge resta da vedere. È però chiaro che nei prossimi anni il settore sarà intensamente impegnato con il tema della migrazione delle reti. Pianificare per tempo evita in seguito costose soluzioni d'emergenza.