Cosa è successo?
In un contributo ospite sulla rivista Protector, Achim Schmidt, End User Business Development Manager presso HID, spiega come le soluzioni Mobile Access stiano sostituendo il controllo accessi tradizionale basato su badge fisici. Invece della tessera RFID o del badge, i dipendenti utilizzeranno in futuro il proprio smartphone per azionare porte, armadietti, stampanti, stazioni di ricarica elettrica, veicoli aziendali o persino distributori automatici di snack. L'identità digitale risiede in un wallet o in un'app aziendale dedicata.
Secondo il contributo, le tessere di accesso fisiche hanno praticamente esaurito il loro ruolo negli ambienti Mobile Access. L'articolo illustra sia i vantaggi in termini di sicurezza sia quelli finanziari di questa trasformazione.
I dettagli
Un argomento centrale a favore del Mobile Access è l'eliminazione del rischio legato a tessere di accesso rubate, perdute o cedute a terzi. Gli smartphone dispongono già nativamente di meccanismi di sicurezza come codici PIN, riconoscimento facciale o sensori di impronte digitali. Anche nel caso in cui un dispositivo venga ceduto, secondo il contributo è possibile implementare controlli di sicurezza multilivello, ad esempio scanner biometrici presso varchi in ambienti critici come aeroporti, banche o data center.
Anche per l'amministrazione emergono vantaggi: le autorizzazioni di accesso possono essere gestite centralmente e concesse o revocate in pochi secondi. Rispetto a questo, la riconfigurazione o il ritiro delle tessere nei sistemi tradizionali risulta notevolmente più complesso. Viene inoltre sottolineata la scalabilità: nuovi dipendenti o intere sedi possono essere integrati nel sistema quasi in tempo reale.
L'interazione tecnica come presupposto
Il contributo sottolinea che una soluzione Mobile Access olistica è più della semplice fornitura di chiavi digitali sullo smartphone. La massima sicurezza nasce solo dall'interazione orchestrata dei seguenti componenti:
- Lettori di accesso con tecnologia wireless come Bluetooth Low Energy (BLE) e Near Field Communication (NFC) per la comunicazione sicura tra smartphone e punto di accesso
- Protocolli di trasmissione crittografati, standard di sicurezza aggiornati e capacità di aggiornamento per la sicurezza degli investimenti a lungo termine
- Lettori ibridi, in grado di elaborare sia le tradizionali tessere RFID sia le credenziali digitali
- Un controller centrale che elabora i dati identitari e gestisce porte e lettori, con comunicazione crittografata ad esempio tramite OSDP Secure
- Dispositivi predisposti per il cloud, che consentono aggiornamenti firmware ed estensioni funzionali senza sostituzione hardware
- Una piattaforma basata su cloud per la gestione delle identità digitali
Come fondamento, il contributo indica un'infrastruttura IT stabile e protetta: una rete IP segmentata, comunicazione crittografata, una gestione rigorosa dei certificati e regole chiare per firewall e cloud. A completamento, sarebbero necessari meccanismi come l'associazione del dispositivo, la biometria, l'archiviazione in secure element e funzioni di audit.
Inquadramento
La rilevanza del tema viene motivata nel contributo anche con riferimento alla direttiva NIS-2. Dalla sua entrata in vigore, numerose aziende rientrano tra le infrastrutture critiche e devono conformare il proprio controllo accessi alle disposizioni NIS-2. Misure di sicurezza insufficienti possono, nel peggiore dei casi, comportare secondo il contributo sanzioni pecuniarie considerevoli.
In questo modo, il Mobile Access non viene presentato solo come un guadagno in termini di comodità e sicurezza, ma anche come risposta ai requisiti normativi a cui devono far fronte i gestori di infrastrutture critiche, ad esempio nell'ambito di data center o istituti finanziari.
Aspetti finanziari
Oltre alla sicurezza, nel contributo viene posto esplicitamente l'accento sui risparmi economici. Con l'eliminazione delle tessere RFID fisiche vengono meno le spese per produzione, personalizzazione e spedizione, ovvero i costi di materiale e logistica. Allo stesso tempo si riduce l'onere amministrativo, poiché le credenziali possono essere generate automaticamente dai sistemi HR e collegate direttamente ai processi di onboarding e offboarding.
Ulteriori potenziali di risparmio citati:
- Nessun costo per la sostituzione di tessere o badge smarriti, poiché non è necessario produrne di nuovi
- Processi più sostenibili grazie alla rinuncia alla produzione fisica delle tessere
- Cicli di investimento più lunghi per i controller predisposti per il cloud, poiché nuove funzionalità possono essere rese disponibili tramite aggiornamento firmware anziché sostituzione hardware
- Maggiore produttività degli amministratori grazie alla gestione remota, che riduce la necessità di presenza fisica sul posto
Consigli pratici
Dal contributo si possono trarre le seguenti raccomandazioni operative per le aziende che pianificano il passaggio al Mobile Access:
- Nella scelta dei lettori di accesso, prestare attenzione al supporto degli standard wireless attuali (BLE, NFC) e alla capacità di aggiornamento, per garantire la sicurezza dell'investimento
- Pianificare lettori ibridi in grado di elaborare sia tessere RFID sia credenziali digitali, per consentire una migrazione graduale
- Utilizzare controller con comunicazione crittografata (ad esempio OSDP Secure) e predisposizione cloud, per permettere aggiornamenti firmware senza sostituzione hardware
- Proteggere l'infrastruttura IT come fondamento: rete segmentata, crittografia, gestione dei certificati e regole firewall chiare
- Considerare meccanismi di sicurezza aggiuntivi come l'associazione del dispositivo, la biometria, l'archiviazione in secure element e funzioni di audit
- Verificare tempestivamente i requisiti NIS-2, qualora la propria azienda rientri tra le infrastrutture critiche
Prospettive
Il contributo chiarisce che il Mobile Access non va inteso come una tecnologia isolata, bensì come un sistema complessivo composto da hardware, rete, gestione delle identità su cloud e processi IT. Le aziende che riescono a integrare in modo fluido, dal punto di vista tecnico e organizzativo, tutti questi componenti possono gestire, secondo il contributo, una soluzione di controllo accessi solida, scalabile e orientata al futuro.
Alla luce di requisiti normativi come il NIS-2 e dei vantaggi economici illustrati, è probabile che aumenti la pressione sulle aziende affinché modernizzino i sistemi di controllo accessi esistenti. La possibilità descritta nel contributo di aggiungere funzionalità tramite aggiornamento firmware facilita in questo senso una transizione graduale, senza dover sostituire completamente l'hardware esistente.