Cosa è successo? - Uno scenario di minaccia crescente per gli impianti industriali
L'interconnessione degli impianti produttivi e industriali ha ampliato notevolmente la superficie esposta agli attacchi informatici. NTT Data, fornitore di servizi di IA, digital business e tecnologia, avverte dell'urgente necessità di agire per proteggersi da disservizi e interruzioni causati da attacchi informatici. L'Operational Technology (OT), finora rigidamente isolata, è esposta ai pericoli informatici noti nel mondo IT e si rivela estremamente vulnerabile.
I criminali informatici sfruttano in modo mirato queste vulnerabilità per perseguire tre obiettivi principali: paralizzare sistemi importanti per richiedere un riscatto tramite ransomware, sottrarre proprietà intellettuale per la contraffazione di prodotti e compiere sabotaggi mirati per danneggiare le aziende.
I dettagli - Sette vie di attacco critiche individuate
Gli esperti di NTT Data hanno individuato sette principali porte d'ingresso per gli attacchi informatici ai sistemi OT:
1. Vulnerabilità non corrette nei sistemi legacy
I sistemi OT sono progettati per un esercizio prolungato e spesso sono già in funzione da dieci anni o più. Per questi sistemi esistono solo raramente, o non esistono affatto, aggiornamenti e patch. In parte le aziende rinunciano consapevolmente agli aggiornamenti disponibili per non compromettere i processi produttivi.
2. Funzioni di sicurezza insufficienti
Molti sistemi legacy utilizzano protocolli e interfacce obsoleti, meccanismi di autenticazione deboli e trasmissioni di dati non cifrate. Anche i nuovi dispositivi IoT spesso non dispongono di meccanismi di sicurezza sufficienti. Il problema: su entrambe le tipologie di sistemi di norma non è possibile installare soluzioni di endpoint security.
3. Accessi remoti protetti in modo inadeguato
Molti sistemi OT vengono manutenuti da remoto, da team interni o da fornitori esterni. Spesso questi accessi utilizzano password predefinite o password condivise tra più persone. Meccanismi di sicurezza robusti come l'autenticazione a più fattori, i controlli di accesso basati sui ruoli e la registrazione delle sessioni sono spesso assenti.
4. Credenziali di accesso rubate dal darknet
Nel darknet vengono commerciate centinaia di migliaia di credenziali di accesso rubate. Per attacchi mirati i criminali informatici utilizzano malware come gli infostealer, che intercettano le password durante la digitazione, oppure ricorrono a phishing e social engineering. Grazie all'IA i falsi possono ormai essere realizzati in modo estremamente convincente.
5. Mancanza di segmentazione della rete
Senza una suddivisione della rete in aree diverse con traffico dati controllato, gli aggressori possono ricorrere al cosiddetto «lateral movement». In questo modo perfino un PC d'ufficio dell'amministrazione può fungere da trampolino verso l'OT e mettere in pericolo l'intera tecnologia di esercizio.
6. Catene di fornitura non sicure
Gli ambienti OT sono composti da sistemi complessi di diversi fornitori di hardware, specialisti software e system integrator. I criminali informatici compromettono questi fornitori per mettere piede contemporaneamente in più aziende. Il caso SolarWinds ha mostrato le conseguenze di ampia portata di tali attacchi alla supply chain.
7. Sovraccarico dei sistemi tramite DDoS
Gli attacchi DDoS non servono soltanto all'estorsione tramite il sovraccarico dei sistemi, ma spesso anche come manovra diversiva o per paralizzare i sistemi di sicurezza e poter penetrare senza essere individuati.
Inquadramento - Perché la minaccia aumenta
Christian Koch, Senior Vice President Cybersecurity IT/OT presso NTT Data DACH, sottolinea: «La OT security non è un nice-to-have, bensì un obbligo, perché con la digitalizzazione cresce la superficie di attacco e il numero di offensive contro le aziende industriali raggiunge di anno in anno nuovi record.»
La politica ha reagito: con la direttiva NIS, il Cyber Resilience Act, il regolamento macchine e la legge sulla sicurezza informatica, l'UE e il governo federale obbligano le aziende industriali ad adottare misure di sicurezza complete. A causa delle numerose infrastrutture mal protette e dell'enorme potenziale di danno, l'industria è tra i settori più frequentemente attaccati.
Consigli pratici - Le basi per una protezione efficace
Secondo NTT Data le aziende devono innanzitutto ottenere una visibilità completa all'interno dell'intero ambiente OT. Solo così possono individuare i rischi e sviluppare un concetto di sicurezza adeguato.
Tra le basi raccomandate rientrano:
- Segmentazione della rete per contenere i lateral movement
- Patch management per gli aggiornamenti di sicurezza disponibili
- Accessi remoti sicuri con autenticazione a più fattori
- Controlli di accesso basati sui ruoli
- Registrazione delle sessioni per la tracciabilità
Meritano particolare attenzione gli accessi dei fornitori, che avvengono tramite VPN, router LTE o sistemi simili a TeamViewer. Questi rappresentano fonti di rischio spesso trascurate, che devono essere messe in sicurezza in modo sistematico.
Prospettive - I requisiti normativi aumentano
I requisiti normativi continueranno a essere inaspriti. Le aziende devono prepararsi a obblighi di conformità estesi, che vanno oltre gli standard di sicurezza finora in uso. La combinazione di direttiva NIS, Cyber Resilience Act e legge sulla sicurezza informatica richiede approcci strutturati alla OT security.
Allo stesso tempo i metodi di attacco continuano a evolversi. Gli attacchi supportati dall'IA diventano più sofisticati e più difficili da riconoscere. Le aziende non dovrebbero quindi limitarsi a implementare misure di sicurezza reattive, ma dovrebbero istituire un rilevamento e una difesa proattivi delle minacce.
L'interconnessione continuerà ad aumentare, creando ulteriori superfici di attacco. Solo le aziende che trattano la OT security come priorità strategica e investono con continuità in misure di sicurezza resteranno competitive nel lungo periodo e riusciranno a soddisfare i requisiti normativi.