Cybersicurezza europea: progressi e nuove sfide
L'agenzia europea per la cybersicurezza Enisa ha pubblicato il suo attuale rapporto NIS360 e delinea un quadro differenziato della resilienza digitale dell'Europa. L'attuazione capillare della direttiva NIS2 sulla sicurezza delle reti e dell'informazione mostra secondo il rapporto i suoi effetti e determina, trasversalmente ai settori, maggiori investimenti nelle infrastrutture critiche. Tuttavia tra il quadro reale delle minacce e l'effettiva capacità di resistenza alle crisi permane, in molti ambiti di rilevanza sistemica, un pericoloso divario.
Metodologia di valutazione: dal grado di maturità alla zona di rischio
Per lo studio l'Enisa ha valutato l'intero ecosistema dei settori. La valutazione spazia dalla qualità delle leggi alla preparazione delle imprese fino all'incisività delle autorità di vigilanza. A questo livello di sicurezza viene contrapposta la criticità sociale, che si misura in base al grado di digitalizzazione e ai possibili effetti a cascata di un guasto per i cittadini.
Dal rapporto tra dipendenza e livello di sicurezza l'Enisa ricava una "zona di rischio" per i settori la cui maturità è inferiore alla media UE. Poiché il livello generale è cresciuto, nuovi ambiti sono scivolati in questa zona di pericolo.
Trasporto ferroviario e approvvigionamento idrico nella zona di rischio
Particolarmente preoccupante è l'andamento nel trasporto ferroviario nonché nell'approvvigionamento di acqua potabile e nello smaltimento delle acque reflue. Entrambi gli ambiti sono scivolati completamente nella zona di rischio. La critica si riassume nel fatto che questi settori non riescono a tenere il passo con la velocità del mercato.
Nel trasporto ferroviario gli aggressori si concentrano su tecnologie operative obsolete e su tecniche degli apparati centrali di manovra. Ciò rappresenta un problema grave, poiché i sistemi radio ormai datati e la base delle centrali di controllo sono estremamente difficili da aggiornare. Offrono agli aggressori persino la possibilità di fermare i treni a distanza. L'importanza per la logistica militare rende inoltre il trasporto ferroviario sempre più bersaglio di attacchi informatici.
L'approvvigionamento di gas come nota positiva
Un andamento positivo si registra invece nell'approvvigionamento di gas, che grazie a uno scambio di informazioni più intenso è riuscito a uscire dalla zona di rischio.
Sfide specifiche dei settori
Settore aerospaziale: differenze qualitative e rischi geopolitici
Resta preoccupante la situazione nel settore aerospaziale, caratterizzato da enormi differenze qualitative. La società digitale si dirige sempre più verso una dipendenza dai dati satellitari per navigazione, contrattazione finanziaria e climatologia. Questo ruolo chiave rende l'ambito bersaglio di attacchi informatici geopolitici, ad esempio tramite il GPS jamming che da alcuni anni crea problemi nel Mar Baltico.
Poiché la NIS2 finora comprende solo parti della catena di fornitura, prevale uno squilibrio: i giganti dell'aviazione sono protetti in modo eccellente, mentre i fornitori più piccoli si portano dietro notevoli carenze di sicurezza.
Economia marittima e sicurezza portuale
Nell'economia marittima gli attacchi informatici ai settori portuali interconnessi rischiano addirittura di far vacillare le catene di fornitura globali. La crescente interconnessione delle gru portuali e dei sistemi di bordo con il cloud apre porte d'ingresso. Alle autorità portuali nazionali manca spesso in modo acuto la competenza informatica.
Sanità e fornitori di servizi IT nella fascia media
La sanità e i fornitori di servizi IT lottano contro barriere strutturali. Gli ospedali soffrono di carenza di budget e di personale qualificato, il che li rende, sotto la pressione temporale dell'assistenza ai pazienti, il bersaglio ideale per gli estorsori con ransomware. I fornitori di servizi IT servono a loro volta agli aggressori informatici come trampolino strategico per dirottare contemporaneamente, attraverso gli accessi di manutenzione, centinaia di reti di clienti.
Le amministrazioni statali arrancano
Al settore pubblico manca soprattutto la competenza in cybersicurezza a livello dirigenziale, motivo per cui gli aggiornamenti di sicurezza richiedono spesso mesi e i portali delle autorità cadono regolarmente vittima di attacchi di phishing e di sovraccarico andati a segno.
Settori di successo: dalle banche all'approvvigionamento elettrico
Si dimostrano una roccia nella tempesta i settori tradizionalmente molto regolamentati come il sistema bancario, le telecomunicazioni e l'approvvigionamento elettrico. Nuovi in questo gruppo di testa dell'elevata maturità in cybersicurezza sono le infrastrutture del mercato finanziario e i servizi fiduciari. Spinta dal quadro normativo del mercato finanziario Dora, la security è stata lì ancorata con successo come rischio aziendale nel top management.
Tendenze future e raccomandazioni strategiche
Per il futuro l'Enisa individua tre megatrend che scuotono l'assetto della sicurezza: la rapidissima evoluzione dell'IA, che fornisce agli aggressori nuovi strumenti come i deepfake, le catene di fornitura software estremamente complesse nonché le fratture geopolitiche.
L'agenzia raccomanda ai settori critici, in modo imprescindibile, il passaggio da una cultura della compliance puramente burocratica a una prassi resiliente e vissuta. Ciò significa un riorientamento di fondo delle strategie di sicurezza, che vada oltre il mero adempimento dei requisiti normativi.
Conclusione: tra progresso e sfide crescenti
Il rapporto NIS360 mette in evidenza che il panorama europeo della cybersicurezza è caratterizzato da notevoli differenze tra i settori. Mentre la direttiva NIS2 dà impulsi positivi e alcuni comparti ottengono progressi evidenti, la digitalizzazione in atto e i nuovi scenari di minaccia generano anche nuovi rischi. La crescente zona di rischio mostra che adeguamenti e investimenti continui nella cybersicurezza delle infrastrutture critiche sono indispensabili per tenere il passo con il dinamico quadro delle minacce.