Cosa è successo?
La legge quadro KRITIS stabilisce standard minimi uniformi a livello federale per la protezione degli impianti critici – ad esempio contro sabotaggio, terrorismo ed eventi naturali. I gestori devono adottare misure idonee per prevenire incidenti, gestire le interruzioni e ripristinare rapidamente il servizio critico. In questo contesto entrano in gioco anche elementi costruttivi come i portoni, poiché proteggono accessi e strutture e devono funzionare in modo affidabile in caso di emergenza. Una recente panoramica di prodotti pubblicata dalla rivista Protector presenta tre soluzioni di portoni che uniscono apertura rapida ed elevato livello di sicurezza.
I dettagli
I sistemi presentati si differenziano per tipologia costruttiva e ambito di applicazione prioritario, ma condividono l'obiettivo di coniugare velocità ed efficacia protettiva:
- V-KING (Wiśniowski): Un portone pieghevole per uso continuo che, secondo il produttore, si apre e si chiude a una velocità fino a 1 m/s ed è progettato per 500.000 cicli. I campi di applicazione comprendono centri logistici, porti, aeroporti, aree industriali nonché polizia e vigili del fuoco. A garantire la sicurezza operativa contribuiscono profili di sicurezza a contatto, barriere fotoelettriche a infrarossi e interruttori di arresto d'emergenza. Il portone è disponibile a uno o due battenti e in diverse varianti di riempimento; come protezione anticorrosione sono disponibili la zincatura a caldo o il sistema DUPLEX.
- Serie 60 (Hörmann): Un portone sezionale che raggiunge anch'esso una velocità di scorrimento fino a 1 m/s. Ciò è reso possibile da un telaio di nuova concezione con raggio rivisitato e da rulli di scorrimento ingranditi (47 mm di diametro invece di 45), che riducono gli urti nella guida interna. Un rivestimento bicomponente e una boccola in plastica nel supporto del rullo attenuano la rumorosità di scorrimento. Di serie è installato un dispositivo antisollevamento su entrambi i lati – presupposto per l'opzionale resistenza all'effrazione RC2. Secondo Hörmann, la velocità massima viene raggiunta dalla variante con WA 500 FU e centralina di comando 560.
- FGZ CT (Zabag): Un portone pieghevole ad alta sicurezza con certificazione crash test. Come portone ad alta velocità, raggiunge una velocità di apertura e chiusura fino a un metro al secondo – paragonabile a quella delle sbarre, pur mantenendo bloccato l'accesso alle persone. Un meccanismo di arresto combinato con un blocco motorizzato è progettato per impedire lo sfondamento da parte dei veicoli. Il portone viene utilizzato soprattutto presso ambasciate, carceri e infrastrutture critiche. La profondità di installazione è di 650 mm, le fondamenta sono di dimensioni ridotte, il che aiuta a evitare collisioni con le condotte di servizio. Un sistema a leva di nuova concezione non necessita di guide di scorrimento superiori e inferiori; sono possibili fino a 600 cicli al giorno.
Inquadramento
I tre esempi evidenziano come la protezione delle infrastrutture critiche non sia solo una questione di sistemi di controllo degli accessi o videosorveglianza, ma riguardi anche elementi costruttivi come i portoni. La legge quadro KRITIS richiede ai gestori di prevenire incidenti e di poter reagire rapidamente in caso di interruzioni. Un portone che protegge in modo affidabile gli accessi e, allo stesso tempo, si apre rapidamente in caso di emergenza – ad esempio per l'intervento dei vigili del fuoco – diventa così un elemento rilevante dell'architettura di sicurezza complessiva. La velocità fino a 1 m/s, indicata da tutti e tre i produttori, sembra affermarsi come una sorta di valore di riferimento per i portoni ad alta velocità in ambito KRITIS.
Consigli pratici
- I gestori di impianti critici dovrebbero considerare, nella scelta del portone, sia la velocità di apertura sia la resistenza ai cicli – in particolare per strutture con elevata frequenza di utilizzo, come centri logistici o aree industriali.
- Per strutture con esigenze di protezione particolarmente elevate, come ambasciate o carceri, sono consigliabili sistemi certificati crash test con meccanismo di arresto e blocco motorizzato, per impedire lo sfondamento da parte dei veicoli.
- Per i portoni sezionali vale la pena considerare caratteristiche di sicurezza aggiuntive come il dispositivo antisollevamento, poiché può costituire un presupposto per la resistenza all'effrazione secondo RC2.
- La profondità di installazione e le dimensioni delle fondamenta dovrebbero essere verificate per tempo, al fine di evitare conflitti con le condotte di servizio esistenti e ridurre i costi di costruzione.
- Componenti di sicurezza come profili di contatto, barriere fotoelettriche e interruttori di arresto d'emergenza dovrebbero essere sempre presenti nei portoni a elevata frequenza d'uso, per garantire la sicurezza operativa in funzionamento continuo.
Prospettive
Con la legge quadro KRITIS, la pressione sui gestori di impianti critici affinché integrino sistematicamente elementi di sicurezza costruttivi come i portoni nei propri piani di protezione è destinata ad aumentare ulteriormente. I produttori stanno già reagendo con soluzioni specializzate che combinano velocità, resistenza ai cicli e resistenza all'effrazione. È prevedibile che seguiranno ulteriori sviluppi di prodotto in questo segmento di mercato, poiché il quadro normativo pone requisiti concreti in materia di resilienza delle infrastrutture critiche. Per progettisti e gestori diventerà sempre più importante considerare le soluzioni per portoni non in modo isolato, bensì come parte integrante di un piano completo di protezione perimetrale.